Eintracht, c'è un po' d'Italia Dal 1997 si parla… siciliano



Dagli amici mi guardino i tedeschi, che dagli italiani mi guardo io. E un italiano ce l’ha pure l’Eintracht. Anzi, facciamo cos: non c’ tedesco che sia nel club di Francoforte da pi tempo di Franco Lionti, 52 anni, siciliano di Cattolica Eraclea, provincia di Agrigento. “Nessuno come me conosce il team: sono dentro dal 1997, quasi per caso, capitai in un Germania-Albania Under 21, qualche settimana dopo mi chiam l’Eintracht per aiutare i ragazzi stranieri che arrivavano a giocare nel club. Mi davano 200 marchi al mese (200 mila delle vecchie lire italiane, ndr), praticamente un rimborso spese. Dal 1998 sono diventato ufficialmente magazziniere. Eccomi qua, 22 anni dopo”. Lo chiamano “Kit manager”, in realt molto di pi di quello che dalle nostre parti s’intende per magazziniere. Per capirsi: il club ha messo in vendita cartoline con la foto di Lionti e il suo autografo. “La svolta della mia carriera c’ stata con Magath allenatore – racconta -. Si fidava di me, era un tipo durissimo con i giocatori, ma ci capivamo al volo. Nel 2000 eravamo in ritiro a Usedom, isola del Mar Baltico. La sera l’Italia perde la finale dell’Europeo con la Francia al golden gol. Ero distrutto, non riesco a dormire. Alle 6 squilla il telefono. Era Magath. Mi fa: “Come va?”. Risposi: “Cos…”. E lui: “Dai, andiamo subito in spiaggia, dobbiamo costruire il circuito della preparazione atletica”. Mi fece un favore: smisi di pensare all’Italia”. All’Italia paese non smette di pensare, per: “Ho casa a Cattolica Eraclea, torno l in vacanza appena posso. Eppure sono in Germania da 42 anni, da quando emigrarono i miei genitori”. Dei giocatori il confessore, il traduttore, l’agente immobiliare: “S, faccio di tutto, perch si fidano di me. Faccio pure il cuoco: sa, sono italiano e mi chiedono la pasta ogni tanto. Mi chiamano “capo”, oppure “mafia”. Non dico mai di no”. Non lo disse neppure a Trapp, il portiere: “Era il 2014, mi chiese: “Voglio andare in Italia in un posto tranquillo. Cosa mi consigli?”. Gli risposi: “Vieni a casa mia”. Venne davvero, una settimana: a Cattolica, tremila abitanti, tutti conservano la foto con lui”. Franco invece ha la foto di Boateng: “Per i miei 50 anni mi port in campo a sorpresa, c’era tutta la squadra che cominci a cantare per farmi gli auguri. Che grande, Prince. Anche se il giocatore pi forte che abbia mai visto stato Andreas Moller, l’ex Juve: l’ho incrociato a fine carriera, aveva vinto tutto, era il pi umile di tutti”. E con l’Inter come finisce? ”Cinquanta per cento”. Scusi, ma lei per chi tifa? “Sono juventino”. E s, dagli italiani si guardi l’Inter.



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