Aveva il ghiaccio nel destino Melissa ora sfonda in tv



Stanno entrambi sul palcoscenico, ma in modo ben diverso. Si esibiscono di fronte al pubblico, ma le loro professioni hanno pochi altri punti di contatto. Maurizio e Melissa Greta Marchetto, padre e figlia: la strana coppia. Monzese di Muggi. Lui, 63 anni – undici Olimpiadi all’attivo, tre come atleta, sette come direttore tecnico della Nazionale azzurra e una come allenatore di quella russa – vive da sempre sul ghiaccio, nel mondo del pattinaggio di velocit in pista lunga. Lei, 33 anni – fresca reduce dalla travolgente esperienza della conduzione del DopoFestival di Sanremo con Rocco Papaleo e Anna Foglietta, da quattro anni presenza fissa a “Quelli che il calcio” e nei weekend voce de “Gli Sbandati” su Rai Radio 2 – sta con in mano microfoni sempre pi prestigiosi. In fondo, a guardar bene, lo sport anche spettacolo e lo spettacolo, per certi versi, fatto pure di sport. Quel tempo sottratto — “Se la mia attivit complicata – sostiene Maurizio, tra i tanti allievi Roberto Sighel, iridato allround 1992 ed Enrico Fabris, con due ori e un bronzo l’uomo dei Giochi di Torino 2006 – la sua lo molto di pi. Ma Melissa, sin da bimba, ha avuto le idee chiare: dalle recite scolastiche in su, per esempio, ha sempre amato cantare. Non a caso ha poi frequentato l’accademia musicale. Uno dei suoi primi lavori ufficiali, una quindicina d’anni fa, ha sfiorato il mio mondo: prest la voce a Carolina Kostner per lo spettacolo “Wings on Ice”. Andammo alla prima a teatro, in San Babila, a Milano. Da l ha spiccato il volo. Le prime collaborazioni in Rai, con Dj television, conduttrice del giornale radio, i primi programmi. Ci accomuna il carattere: volitivo e combattivo. Da padre sono orgoglioso: fa quel che ha sempre desiderato, non da tutti. E poi, senza entrare dove non mi compete, mi pare pronta, sveglia e capace. Ha presenza, preparata, studia, si documenta, si confronta. Da genitore ho giuste preoccupazioni, ma meno di una volta: ho piena fiducia”. Maurizio, fama da duro, tra raduni e gare, via da casa circa nove mesi all’anno: “ il mio cruccio – ammette – ho perso cose importanti, anche nei confronti di mia figlia. E le stagioni pi belle son passate. Abbiamo un ottimo rapporto, siamo uniti, ma ci frequentiamo poco. Durante il Festival, per esempio, ero a Inzell, in Germania, ai Mondiali singole distanze. L’ho seguita soltanto in differita. E, sapendo quanto fosse importante, mi ha infastidito. Trascorro molto pi tempo coi miei atleti che con lei. Un po’ me lo rimprovero. Per fortuna, da sempre, c’ mia moglie Marta: la meno esposta, ma anche il vero capo famiglia”. lui i tempi, lei gli ascolti — “Pap – garantisce Melissa Greta – mi ha trasmesso una certa mentalit nell’affrontare le sfide della vita. Lui burbero e brontolone, io non mi accontento, non sono mai soddisfatta. Insieme a mamma mi ha anche fatto capire il valore della disciplina: mi considero una secchiona. In effetti, per, i nostri universi corrono in parallelo, toccandosi di rado. Lui guarda il cronometro, io lo share. Le mie esperienze legate al pattinaggio sono modeste. Da piccolina, con lui, ho provato su rotelle: un disastro. Oggi per me un pistino natalizio dove divertirmi con gli amici… Oltre a qualche ricordo. Come quello magico di un Gala in Olanda per Sighel, dopo la conquista del titolo iridato. Avevo sei anni. Poi una volta, a “Gli Sbandati”, ho intervistato pap telefonicamente. E lo scorso anno, quando Nicola Tumolero, suo allievo, ha vinto il bronzo sui 10.000 all’Olimpiade di PyeongChang, mi sono presentata in tv avvolta nel tricolore. Infine Sanremo: buffo, la prima volta ci son stata proprio per accompagnarlo. Dopo i trionfi di Torino 2006, fu ospite insieme ai suoi ragazzi. Tredici anni dopo son tornata da protagonista. E per una che del Festival ha da sempre il gioco in scatola, stato realizzare un sogno. Si viaggia a ritmi allucinanti, ma sarei andata avanti all’infinito. Ho imparato tanto e la sensazione pi strana, quando finisce, che ti pare di aver davvero vissuto in una bolla, su un pianeta. Tutto il resto, l, non esiste, si ferma. Per fortuna riempio sempre le mie giornate, diversamente dopo avrei provato un profondo senso di vuoto”. un pieno di sport per greta — In qualche modo le sue giornate sono piene anche di sport. “Per stare di fronte alle telecamere e alla gente o, come mi capita, tra gli atleti del circo di Montecarlo – dice Melissa Greta, ora milanese di piazzale Lodi – si dev’essere in forma, avere anche la giusta postura. Non ho orari fissi, ma sono seguita da un personal trainer e vado in palestra tre volte alla settimana. Mi molto utile. Cos anche mamma, che insegna educazione fisica in una scuola superiore di Muggi, felice. Lei, con le nonne, ha sempre compensato alla lontananza di pap, che peraltro non mai stato assente. E pensare che all’inizio non erano persuasi dalle mie scelte…”. Se la stagione agonistica di Maurizio termina proprio oggi, a Salt Lake City, con l’ultima giornata delle finali di Coppa del Mondo, la ruota di Melissa continua a girare vorticosamente: “In agenda, oltre a “Quelli che…” e a “Gli Sbandati” – sorride – il 27 marzo, sempre per Rai Radio 2 e sempre col mio maestro Matteo Bordone, ho uno speciale per la consegna del David di Donatello”. Cocca di pap.



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