Mito Prosinecki fa 50 anni Sfiderà l'Italia per Euro 2020



“Se non fosse per lo spritzer (vino bianco, bitter e acqua minerale) sarei stato il pi grande calciatore del mondo. E ancora: Fumare non certo il massimo per un atleta, lo so anche io, ma in fondo l’unico vero vizio che ho. E comunque nessuno vive pi di cento anni…”. Robert Prosinecki compie 50 anni. Magari dir poco ai ragazzi di oggi, ma fra la fine degli Ottanta e per buona parte del decennio Novanta stato fra i pi forti calciatori del mondo. Discontinuo s, condizionato anche da qualche vizio (il fumo soprattutto, due pacchetti di sigarette al giorno), ma sicuramente uno dei simboli della generazione d’oro del calcio slavo. l’unico in assoluto ad aver fatto gol ai Mondiali con due nazionali diverse: a Italia ’90 segn agli Emirati Arabi Uniti con la maglia della Jugoslavia; a Francia ’98 timbr il cartellino contro Giamaica e Olanda vestendo la divisa di una Croazia poi terza in quell’edizione. LUI E BOBAN — Nato il 12 gennaio 1969 in Germania, da pap croato e mamma serba, Robert inizia a mostrare il suo talento nella Dinamo Zagabria. In mezzo al campo un bel vedere: c’ infatti anche Zvonimir Boban. Prosinecki organizza, Zvone crea e regala luce e magie dalla trequarti in avanti. Ma ben presto viene costruito un dualismo tecnico francamente senza senso. Non scocca mai la scintilla con il tecnico Blazevic, e allora nell’estate del 1987 Robert se ne va alla Stella Rossa: non proprio una scelta popolarissima a quei tempi, sui Balcani iniziava infatti a farsi forte il vento di una crisi politica che sarebbe poi sfociata in una terribile guerra civile. CAMPIONI DEL MONDO — Prima di separarsi, Robert e Zvone scrivono insieme una delle pagine pi gloriose del calcio dell’ex Jugoslavia: in Cile, appunto 1987, sono campioni del mondo Under 20. Prosinecki timbra il gol-partita nei quarti contro il Brasile e sar eletto Pallone d’Oro del torneo. Boban (tre reti in totale) metter la sua firma nella finale (vinta ai rigori) contro la Germania Ovest. Quella Jugoslavia in attacco schierava la coppia Suker-Mijatovic e si era permessa di lasciare a casa i talentini Mihajlovic, Jugovic e Boksic. GENERAZIONE DI FENOMENI — L’avventura nella Stella Rossa dura quattro anni: vince tre volte il campionato e soprattutto la Coppa dei Campioni 1991. La finale, contro l’Olympique Marsiglia, si decide ai rigori: proprio Prosinecki il primo fra i suoi a presentarsi dal dischetto: gol! Poi arriveranno anche le trasformazioni di Binic, Belodedici, Mihajlovic e Pancev. Decisivo l’errore del francese Amoros. Una squadra spettacolare quella Stella Rossa, capace di buttare fuori il Bayern Monaco in semifinale: storico il 2-1 in Germania firmato Pancev e Savicevic. Al ritorno fin 2-2 con la solita punizione da manicomio di Mihajlovic e un autogol di Augenthaler che vanific la rimonta tedesca. Un anno prima l’Under 21 slava aveva eliminato in semifinale gli azzurrini di Cesare Maldini: 0-0 a Zagabria, 2-2 a Parma. Bella squadra la nostra: Peruzzi in porta, Costacurta al centro della difesa, in mezzo al campo Fuser e Angelo Carbone, in avanti Stroppa, Marco Simone e Gigi Casiraghi. Semplicemente stellare la giovane Jugoslavia: titolarissimi Mihajlovic, Jarni, Prosinecki, Boban, Savicevic e Suker; in panchina Mijatovic. S, erano davvero i tempi del “Brasile d’Europa”. ANCORA TU… — Piedi buoni, cambio di passo, dribbling sudamericano, fisico importante, gran tiro da fuori e tecnica raffinata sui calci piazzati: ecco in sintesi Robert Prosinecki. Non a caso a 22 anni fu preso dal Real Madrid, e in carriera vest pure la maglia del Barcellona. A “Italia 90”, la Jugoslavia va fuori ai quarti, solo ai calci di rigore, contro l’Argentina di Maradona. Fra i “22”, c’ il baby Prosinecki che ha l’onore di giocare accanto al Fenomeno Dragan Stojkovic, l’uomo che negli ottavi butt fuori la Spagna con una doppietta da marziano. A un Mondiale Prosinecki ci torner da nazionale croato, nel 1998, allenatore Blazevic: s, proprio il tecnico col quale non leg ai tempi di Zagabria. Robert segna all’esordio (contro la Giamaica) e nell’ultima gara del torneo (finale terzo-quarto posto contro l’Olanda). In semifinale (Francia-Croazia 2-1) entra invece solo a un minuto dalla fine. Ci furono grandi polemiche per la scelta di Blazevic. “Non chiedetemelo pi – disse in seguito il c.t. -, mi sono pentito per primo di quella scelta”. Grande onest, quasi un cerchio che si chiudeva nei rapporti fra due mostri sacri del calcio croato. SULLA STRADA DEL MANCIO — Il 9 dicembre 2010 Prosinecki divent allenatore della sua ex Stella Rossa di Belgrado: primo croato a guidare una squadra serba dopo la guerra civile. Oggi invece c.t. della Bosnia di Pjanic e Dzeko. Insomma, ce lo ritroveremo di fronte nella corsa a Euro 2020. Sfida al Mancio, artisti senza tempo del gioco pi bello e amato del mondo.



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