Il "miracolo" di Santi Cazorla Due gol per l'uomo "rifatto"



Un destro arcuato al punto giusto per superare lamano protesa di Courtois e poi rientrare nello specchio, un colpo di testa a occhi probabilmente chiusi, perch la palla s’infila con un po’ di fortuna tra le gambe del portiere, e tra Villarreal e RealMadrid finisce 2-2. Ma stavolta non il risultato ci che conta, anche se il pari nel recupero di Liga del 3 gennaio alimenta le speranze di salvezza dei padroni di casa e gela le ambizioni di recupero rapido dei freschi campioni del mondo di club; quel che conta stavolta il nome del marcatore, Santi Cazorla, centrocampista due volte campione d’Europa con la Roja e considerato perduto per il calcio fino a non molto tempo fa. 11 operazioni — Il suo sorriso dopo i due gol – i primi da quando ha ripreso a giocare dopo quasi due anni di inattivit e undici operazioni – stato il modo pi intenso di festeggiare l’anno nuovo. La concatenazione di infortuni, incredibili complicazioni ed errori medici che ha martoriato l’ex-giocatore dell’Arsenal impossibile da ricostruire in poche righe; ho letto un’intervista molto ben documentata del Guardian, firmata da Sid Lowe, nella quale si racconta di come un colpo subito (e trascurato) in un’amichevole del 2013 tra Spagna e Cile, seguito da una frattura della caviglia e da una rottura dei legamenti del ginocchio, abbia portato al ritiro dalle scene nel 2016. rischio amputazione — Per provare a guarire, ma tra una sottovalutazione e l’altra la situazione era arrivata ai limiti dell’amputazione. Semplicemente la pelle non stava pi assieme, racconta Cazorla. I medici me la cucivano e quella si spaccava da un’altra parte. Santi ha un pezzo di avambraccio nella caviglia (e il vecchio tatuaggio col nome della figlia, India, oggi ha tre lettere nella vecchia sede e le ultime due nella nuova), una parte di coscia al posto dell’avambraccio, due centimetri di polpaccio nel tallone, una piastra nel piede e un tendine d’Achille ricostruito utilizzando parti di altri tendini. Sono un puzzle dice Cazorla che racconta di essere stato mille volte sul punto di arrendersi, quando non riusciva a prendere sonno dal dolore e prometteva a se stesso che al mattino avrebbe detto basta al suo fisioterapista. Ma non l’ha mai fatto. Ha resistito, guarito, tornato. Se due gol al Real Madrid sono un’impresa per chiunque, pensate per il nostro amico Santi.



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